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L'operazione CROSSROADS di Bruce Conner

Il 24 Luglio del 1946, a neanche un anno di distanza dalle bombe lanciate su Hiroshima e Nagasaki, il governo statunitense mette in atto l'operazione crossroads, un colossale test nucleare presso l'atollo di Bikini, nell'Oceano Pacifico. L'operazione è il primo test nucleare avvenuto dopo la fine della seconda Guerra Mondiale. È già iniziato il gioco-forza tra le due maggiori potenze mondiali, con la conseguente corsa agli armamenti. Il test viene seguito da numerose macchine da presa che registrano l'operazione. Bruce Conner decide di creare un film, Crossroads, a partire dal materiale declassificato del governo degli Stati Uniti, che documenta l'esplosione. Il film è composto di 27 takes differenti, che si susseguono uno accanto all'altro e che ripetono il momento dell'esplosione. Nella prima parte i singoli frammenti vengono mostrati per intero. Al tredicesimo minuto si lascia spazio ad una ripetizione dei frammenti già visti, ed abbandonando il sonoro di presa diretta, si aggiugne la colonna sonora originale composta da Terry Riley. Si assiste ad un collage non esasperato di un momento terribile. Le immagini, il montaggio e la musica non sono violenti, a differenza di ciò che viene visto. In Crossroads la visione si basa su una terribile fascinazione rispetto ad un evento terribile.

Ogni take, o frammento, preleva l'esplosione dal suo contesto, attuando una citazione visiva della storia. Così i diversi frammenti si configurano ognuno come una diversa citazione della storia. Lo scoppio è ripetuto da diverse prospettive più e più volte. Si instaura una ripetizione del fatto accaduto, che continua a ripetersi lungo tutto il film. Si ripetono i frammenti audiovisivi dell'esplosione nell'atto di recupero che la pratica del found footage attua, e gli stessi vengono ripetuti più volte all'interno del film. Si assiste così ad una ripetizione della ripetizione all'ennesimo grado. È un gioco di specchi che ripetono. Gli sguardi tendono a moltiplicarsi e ad insistere. La visione si fa trance. Si attua uno stato di suggestione sospesa. La ripetizione esasperata tende ad assumere i connotati del cerimoniale ossessivo, del rito. Forse Crossroads mette in atto un rituale per liberare, per allontanare, per esorcizzare il passato.
Secondo Freud si deve ricordare per non ripetere. Ma si ricorda attraverso la ripetizione del passato. Parlando dell'eroe, Deleuze afferma che per non ripetere non si deve solo ricordare il sapere rimosso, ma si deve metterlo in atto, lo si deve recitare e ripetere fino all'”agnizione” aristotelica.
“Freud mostrava sin dall'inizio che, per cessare di ripetere, non bastava ricordare astrattamente (senza elementi affettivi), né formare un concetto in generale e neppure rappresentarsi in tutta la sua particolarità l'evento rimosso, ma bisognava andare a cercare il ricordo là dove era, installarsi di colpo nel passato onde operare la congiunzione viva tra il sapere e la resistenza, la rappresentazione e il blocco. [...] L'operazione, ben altrimenti teatrale e drammatica attraverso cui si guarisce e anche non si guarisce, porta un nome, quello di transfert.” (1)
Per non ripetere sembra quindi necessario ripetere. Ripetere ci rende malati e ripetere ci guarisce. Si attua una sorta di “Cura Ludovico”, in cui l'esplosione atomica ripetuta viene altresì scongiurata, esorcizzata. L'approccio che Crossroads propone sembra approdare nel territorio della cineterapia.

L'esplosione, punto focale di ogni frammento, è l'unico motore della narrazione. Ripetendosi in più frammenti e ripetendo i frammenti stessi, lo scoppio si estende per tutto il film. Si transita dall'esplosione all'esplosione, dallo stesso allo stesso (l'essenza del found footage). Il presente ed il passato si intrecciano in una riproposizione continua dello stesso momento. La visione di Crossroads propone un percorso circolare del tempo. L'esperienza-visione assume una forma errante. Ogni esplosione si confonde, sembra divenire ricordo o flashback.
Ogni esplosione assomiglia ad un'eco dell'esplosione precedente, o meglio sembra essere l'onda d'urto della precedente. Così ogni frammento del film si configura come un'”immagine-urto”, derivante dall'esplosione del frammento precedente. Per cui l'esplosione è il motore narrativo e struttuarale. Cioè la ripetizione dei frammenti è generata dai successivi scoppi che si ripetono. Ogni immagine-urto è generatrice di un'altra immagine-urto, e così via all'infinito, senza fondo.
È la violenza che genera altra violenza. La storia che si ripete differenziandosi nelle diverse angolazioni da cui è ripresa. È il cinema che ripete se stesso, che si ripete nella sua fascinazione, nella sua spettacolarizzazione, nel mito. Il cinema tenta di instaurarsi nei film, si rapprende nei film. Ogni film è come ogni singola immagine-urto, alla ricerca del senso e mossa dal senso. Il senso, già dato, antecedente all'espressione, fa si che nasca un'immagine-urto, o film, che a sua volta va alla ricerca del senso, ancora da venire. “Per fare riferimento al senso di una proposizione occorrerà un nuovo nome o proposizione, ma il senso di questa proposizione non sarà a sua volta né la proposizione né l'oggetto (il senso originale che costituisce il referente di questo nuovo termine); così per far riferimento a questo senso sarà necessaria un'altra proposizione, e così via all'infinito. Questo processo di regressione conduce ad un'illimitata proliferazione di senso o, secondo l'espressione di Deleuze, fa sì che ci sia il nome che designa qualcosa, e il nome che designa il senso di questo primo nome. Tale regressione a due termini è la condizione minima della proliferazione indefinita.” (2) Ogni immagine-urto prolifica indefinitivamente, come i film, in un processo di regressione infinita.

1 G. Deleuze, Differenza e ripetizione, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1997 (traduzione G. Guglielmini)
2 J. A. Bell, Il cinema del tempo. Deleuze, la fenomenologia e la differenza, in M. Bertolini e T. Tuppini (a cura di), Quaderni di estetica 1 - Deleuze e il cinema, Mimesis, Milano, 2002

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Perche non:)

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

Perche non:)